Sotto la Toscana...
Da "Domani" del 27/04/2026
Una ricerca pubblicata su Nature rivela che nelle profondità della crosta terrestre toscana giacciono oltre 5.000 chilometri cubi di roccia fusa. È la spiegazione del calore anomalo che alimenta le centrali geotermiche di Larderello — ma solleva anche una domanda inquietante: perché non è mai esploso?
Più di 5.000 chilometri cubi, per capirci, è un volume paragonabile al serbatoio magmatico che sta sotto il supervulcano di Yellowstone, negli Stati Uniti, o sotto la caldera di Taupo in Nuova Zelanda, sistemi noti per aver generato eruzioni catastrofiche nella storia della Terra.
(...) I ricercatori hanno piazzato una rete di 63 sismografi in tutta la Toscana meridionale, ascoltando per mesi il "rumore" che la Terra produce naturalmente. Analizzando il modo in cui queste onde si propagano nel sottosuolo, hanno potuto ricostruire la struttura interna della crosta terrestre fino a 15 chilometri di profondità. Il risultato è sorprendente. Sotto la zona di Larderello e del monte Amiata, le onde sismiche rallentano in modo drastico: un segnale inequivocabile della presenza di materiale fuso. Il nucleo di questa sacca ha una frazione liquida superiore all'80 per cento, circondato da un guscio di "magma cristallizzato" – una specie di poltiglia solido-liquida – per altri 5.000 chilometri cubi.
Il mistero del calore
| Larderello - impianti geo termici |
Da oltre un secolo, Larderello è sinonimo di energia geotermica. Fu qui che nel 1904 si accesero le prime lampadine al mondo alimentate dal calore della Terra, e ancora oggi le centrali geotermiche toscane producono circa il 30 per cento del fabbisogno elettrico della Toscana. Ma l'origine di quel calore mostruoso non era mai stata spiegata in modo definitivo. Un pozzo sperimentale, il Venelle-2, aveva già perforato fino a 2,8 chilometri trovando temperature di oltre 500 gradi e pressioni enormi. Quella era la "cupola" dell'intero sistema. Ora sappiamo cosa c'è sotto.
La domanda che rimbalza tra i geologi è però un'altra: perché tutta questa roccia fusa non ha mai eruttato? I supervulcani come Yellowstone hanno lasciato nel paesaggio le cicatrici di eruzioni devastanti. Qui, invece, niente. L'unica attività vulcanica riconosciuta nella zona risale al monte Amiata, spento da 200-300mila anni, e fu di modeste dimensioni.
(...) È un magma estremamente viscoso, quasi denso come il catrame, che fatica a risalire in superficie. Anziché eruttare, tende ad accumularsi, a solidificarsi lentamente e a formare graniti profondi. In un certo senso, costruisce da solo il suo tappo. Questo magma viscoso, però, riscalda e pressurizza i fluidi acquosi soprastanti fino a trasformarli in vapore a condizioni "supercritiche" — uno stato della materia né liquido né gassoso — che poi risale verso la superficie alimentando sorgenti termali, fumarole e, appunto, le centrali geotermiche.
Lo studio mette in luce qualcosa di filosoficamente imbarazzante per i geologi: da un punto di vista fisico, il sistema sotterraneo di Larderello è praticamente della materia né liquido né gassoso — che poi risale verso la superficie alimentando sorgenti termali, fumarole e, appunto, le centrali geotermiche.
(...) A Larderello non c'è mai stata un'eruzione documentata. Questo fa del sistema toscano qualcosa di rarissimo: un "supervulcano silenzioso". Gli autori dello studio sono prudenti: non parlano di pericolo imminente, ma sottolineano che capire questo sistema può aiutare a interpretare meglio l'evoluzione a lungo termine di tutti i grandi sistemi magmatici del pianeta — compresi quelli che, a differenza di Larderello, hanno già eruttato in passato e potrebbero farlo di nuovo.
Testo dall'articolo citato
Foto di G. Scotto di Clemente
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