Dati interessanti...sulla povertà educativa
Da "Il sole 24 ore" - 1 giugno 2026
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Da "Domani" del 27/04/2026
Una ricerca pubblicata su Nature rivela che nelle profondità della crosta terrestre toscana giacciono oltre 5.000 chilometri cubi di roccia fusa. È la spiegazione del calore anomalo che alimenta le centrali geotermiche di Larderello — ma solleva anche una domanda inquietante: perché non è mai esploso?
Più di 5.000 chilometri cubi, per capirci, è un volume paragonabile al serbatoio magmatico che sta sotto il supervulcano di Yellowstone, negli Stati Uniti, o sotto la caldera di Taupo in Nuova Zelanda, sistemi noti per aver generato eruzioni catastrofiche nella storia della Terra.
(...) I ricercatori hanno piazzato una rete di 63 sismografi in tutta la Toscana meridionale, ascoltando per mesi il "rumore" che la Terra produce naturalmente. Analizzando il modo in cui queste onde si propagano nel sottosuolo, hanno potuto ricostruire la struttura interna della crosta terrestre fino a 15 chilometri di profondità. Il risultato è sorprendente. Sotto la zona di Larderello e del monte Amiata, le onde sismiche rallentano in modo drastico: un segnale inequivocabile della presenza di materiale fuso. Il nucleo di questa sacca ha una frazione liquida superiore all'80 per cento, circondato da un guscio di "magma cristallizzato" – una specie di poltiglia solido-liquida – per altri 5.000 chilometri cubi.
Il mistero del calore
| Larderello - impianti geo termici |
La domanda che rimbalza tra i geologi è però un'altra: perché tutta questa roccia fusa non ha mai eruttato? I supervulcani come Yellowstone hanno lasciato nel paesaggio le cicatrici di eruzioni devastanti. Qui, invece, niente. L'unica attività vulcanica riconosciuta nella zona risale al monte Amiata, spento da 200-300mila anni, e fu di modeste dimensioni.
(...) È un magma estremamente viscoso, quasi denso come il catrame, che fatica a risalire in superficie. Anziché eruttare, tende ad accumularsi, a solidificarsi lentamente e a formare graniti profondi. In un certo senso, costruisce da solo il suo tappo. Questo magma viscoso, però, riscalda e pressurizza i fluidi acquosi soprastanti fino a trasformarli in vapore a condizioni "supercritiche" — uno stato della materia né liquido né gassoso — che poi risale verso la superficie alimentando sorgenti termali, fumarole e, appunto, le centrali geotermiche.
Lo studio mette in luce qualcosa di filosoficamente imbarazzante per i geologi: da un punto di vista fisico, il sistema sotterraneo di Larderello è praticamente della materia né liquido né gassoso — che poi risale verso la superficie alimentando sorgenti termali, fumarole e, appunto, le centrali geotermiche.
(...) A Larderello non c'è mai stata un'eruzione documentata. Questo fa del sistema toscano qualcosa di rarissimo: un "supervulcano silenzioso". Gli autori dello studio sono prudenti: non parlano di pericolo imminente, ma sottolineano che capire questo sistema può aiutare a interpretare meglio l'evoluzione a lungo termine di tutti i grandi sistemi magmatici del pianeta — compresi quelli che, a differenza di Larderello, hanno già eruttato in passato e potrebbero farlo di nuovo.
Testo dall'articolo citato
Foto di G. Scotto di Clemente
di Daniele Gouthier - Codice Edizioni
La strada per la saggezza?
È diretta e semplice da esprimere:
sbagliare
e sbagliare
e sbagliare,
ma di meno
e di meno
e di meno
Da "Robinson" - 7/12/2025
...Escher era consapevole, che «il bisogno di semplificazione e ordine ci guida lungo la nostra strada e ci ispira in mezzo al caos». E aggiungeva: «l'ordine è ripetizione delle unità; il caos è molteplicità senza ritmo». Con molta fatica, e immaginazione, aveva cercato, e quindi trovato, dentro il caos la ripetizione, dando forma a immagini in cui il caos originario c'è sempre, e tuttavia è ancorato in modo formidabile alla ripetizione medesima: un ordine di reiterazioni che non sopprime il disordine ma se ne avvantaggia, dominandolo.
...All'oscuro di matematica e geometria,.. Escher si dimostra un maestro di iperbolica, traendo in inganno anche i matematici più esperti. Che risultato per uno che a scuola era stato bocciato per due volte e che aveva faticato a trovare un mestiere cui dedicarsi per vivere!
«Il grafico – scrive – è come il merlo che canta sulla cima dell'albero. Ripete più volte la sua canzone, tutta intera a ogni esecuzione», alludendo alla stampa e ristampa delle sue creazioni, che cominciò a vendere solo dopo il 1956.
La sua è un'opera che scandaglia l'inconscio di chi guarda, suggerendo la sensazione che non siamo solo noi a guardare il disegno, ma che il disegno stesso ci osserva. Il segreto, per citare Ortega y Gassett, è che la matematica, quella intuitiva e visiva di Escher, scaturisce dalla poesia e presuppone l'immaginazione.
...Noi non conosciamo lo spazio, ribadisce: «Non lo vediamo, non lo ascoltiamo, non lo sentiamo. Siamo in mezzo a esso, ne facciamo parte, ma non ne sappiamo nulla». Forse è per questo che Escher ha voluto esplorare con i suoi strumenti lo spazio bidimensionale del foglio, aprendolo a una visione ricorsiva, insistita e replicata, che ci permette di vedere spazi altri, spesso assurdi e impraticabili, a quattro o più dimensioni, iperbolici che si possono abitare solo con la creatività e con il pensiero generando in modo paradossale un'emozione che nasce dallo stupore, fonte di conoscenza e insieme di piacere.
Una decina di giorni fa avevo accennato qui alla piccola e ammirevole Estonia, solitaria coi suoi smartphone a scuola, mentre il resto d'Europa, Italia in testa, si avvia a proibirli. Ora la ministra dell'Istruzione estone, Kristina Kallas, ha annunciato che a settembre ogni studente avrà un account per accedere all'intelligenza artificiale. I ragazzi dovranno usarla per svolgere alcuni compiti, affinché imparino a conoscerla, a maneggiarla, a individuarne le potenzialità e i limiti, anche a correggerla. È la stessa idea su cui si è basata la didattica con lo smartphone, che la ministra spiega così: "Non vogliamo escludere gli smartphone dall'apprendimento, perché fanno parte della vita quotidiana". Poi ci sono anche i libri, i quaderni e le biro, ma "come possiamo avviare l'alfabetizzazione mediatica senza i telefoni?", dice ancora Kallas. E in quale luogo meglio della scuola, insiste, si può insegnare a distinguere un sito affidabile da uno no, una notizia vera da una falsa, le opportunità e i rischi della vita online?
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| Progetto SMILe 2007/08 - Estonia |
Contributo da "La Stampa" - 28/06/2025