03 July 2023

 No Comment!

Da "Il fatto quotidiano" - 3/07/2023

...ALLARME CONTROSOFFITTI.

Ospite del salotto di Bianca Berlinguer, Flavio Briatore ha spiegato la sua idea di società.
“L’altra settimana sono andato da un falegname e tutti i falegnami dell’officina avevano più di 50 anni, perché non avendo delle aziende che possono sopravvivere da sole ai  figligli fanno fare altre cose, tipo mandiamoli a scuola, mandiamoli all’università. Noi ciritroveremo tra 20 anni senza più falegnami, senza più muratori. Non ci sarà più genteche fa i controsoffitti”. Replica della conduttrice: "Ma perché il figlio di un muratoredeve essere costretto a fare il lavoro del padre? E' un ragionamento che non comprendo”.
Risposta: “Se le piccole imprese funzionano il figlio è invogliato a continuarel'impresa del padre. Se queste imprese non funzionano, devono fare altri lavori”. Logicaa parte, come osano i falegnami? Come si permettono i loro figli di fare l’università,ingenerando nella società un tale allarme controsoffitti? Ma la domanda davvero inquietanteè: come è successo che un signore che si vanta di non leggere, è stato condannato elatitante ed è potuto rientrare in Italia solo dopo un’amnistia, è diventato un maître à
penser? Come è possibile che uno che è stato bocciato due volte alle superiori e che si è diplomato geometra (da privatista, con una tesina sul progetto di una stalla) sputi sentenze sulla scuola che le persone dovrebbero frequentare?

18 May 2023

 

Da "Il Fatto quotidiano" - 18/05/23

Fermarsi entro il 2050, non aggiungere più neanche uno scampolo di cemento al suolo ormai occupato al punto da non riuscire più a trattenere quella pioggia tanto necessaria ma diventata, per un drammatico paradosso, una sciagura: è uno storico obiettivo, peccato che la legge che lo prevede non abbia mai visto la luce. La si richiede a ogni nuova tragedia ma giace in Parlamento, in varie versioni, sin dal 2012 quando fu proposta dall’allora ministro delle Politiche agricole, Mario Catania (governo Monti).
(...)
I dati dell’ultimo rapporto Ispra raccontano un scenario disastroso:
nel 2021 sono stati consumati circa due metri quadrati al secondo, cioè 19 ettari al giorno (l’equivalente di 27 campi da calcio), un record negli ultimi dieci anni. “La copertura artificiale del suolo è ormai arrivata al 7,13% rispetto alla media Ue che è del 4,2%”. Non c’è grado di tutela che regga. “Il consumo di suolo è presente all’interno delle aree vincolate per la tutela paesaggistica (+1.270 ettari), entro i 10 km dal mare (+1.353 ettari), in aree a pericolosità idraulica media (+992 ettari), in aree a pericolosità da frana (+371 ettari) e in aree a pericolosità sismica (+2.397 ettari).
IL PIANO Nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici è l’altro grande assente, di fatto una sorta di database con 361 azioni di adattamento raccolte per urgenza, tipologia, tempi e istituzione competente. Soprattutto, con le stime dei costi e dei fondi già
disponibili. È una componente essenziale della Strategia Nazionale di Adattamento è latita nonostante il governo ne avesse assicurato un’accelerazione dopo l’alluvione di Ischia. L’italia è uno degli ultimi Paesi Ue a non averlo. L’opposizione al piano è talmente forte che viene serbato e resuscitato (a parole) al ministero dell’ambiente dal
2016. Nel 2021, l’allora ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ne parlava al Consiglio Ambiente della Ue dicendo che era questione di poco, prima che sparisse dai radar. Dal 2017 la bozza del documento, studiato nel 2016, giaceva in un cassetto nonostante una consultazione pubblica. Dopo i fatti di Ischia, il governo si era impegnato a riprenderlo. A fine gennaio era in consultazione, poi più nulla.

14 April 2023

 Il triangolo di Tartaglia o di Pascal


Il Triangolo di tartaglia (chiamato anche di Pascal) è un affascinante costrutto matematico che è stato studiato e ammirato per secoli. È una disposizione triangolare di numeri in cui il primo e l'ultimo numero in ogni riga sono sempre 1, e ogni numero successivo in una riga è la somma dei due numeri direttamente sopra di esso. Il triangolo prende il nome dal matematico francese Blaise Pascal, che per primo lo descrisse nel 17 ° secolo. Il Triangolo di Pascal ha molte proprietà e applicazioni interessanti in campi come la combinatoria, la teoria della probabilità e la teoria dei numeri...
 
 

 

20 February 2023

 Arte e Geometria...


Dalla mostra "L'occhio in gioco" - Padova 2023




Foto di G. Scotto di Clemente

29 January 2023

26 January 2023

 Fare scatoloni non è un’alternativa alle ore di studio

Il Fatto Quotidiano · 26 gen 2023 · SILVIA TRUZZI

 

Il 21 gennaio di un anno fa moriva in un’azienda in provincia di Udine a 18 anni Lorenzo Parelli, travolto da un tubo metallico durante l’ultimo giorno di stage del suo percorso formativo ...

Il monitoraggio del 2020 dell’unione degli Studenti aveva raccolto i casi limite (soprattutto al Sud dove il tessuto industriale offre meno scelta): dagli studenti nocerini che hanno raccolto pomodori ai liceali addetti alle fotocopie nei Comuni. E oggi?

(...) Le voci raccolte da un articolo de ilfattoquotidiano.it raccontano che, semplicemente, non è cambiato nulla.
Niccolò frequenta un Istituto tecnico tessile a Prato: “Per la prima settimana mi hanno fatto mettere in ordine dei fogli di carta. Dopo 15 giorni ci hanno comunicato che la ditta si sarebbe trasferita. Ci hanno messo a ripulire gli uffici delle segretarie, a svuotare gli scaffali e a fare scatoloni”. Giuseppe frequenta un Istituto tecnico-economico a Busto Arsizio e ha lavorato per due settimane in uno studio di commercialisti: avrebbe dovuto aiutare nelle attività di contabilità, ma si è ritrovato a riordinare il magazzino. Saranno le esperienzepeggiori? Può darsi, ma non c’è dubbio che questo sistema non serve agli studenti, servealle imprese che così hanno a disposizione manodopera gratis.
L’idea efficientista di una scuola in cui s’impara solo ciò che serve è disastrosa. Anche perché s’impara sempremeno. 

Stando all’ultima rilevazione dell’indagine triennale Pisa (acronimo che sta per Programme for International Student Assessment) dell’Ocse, che valuta le competenze essenziali dei 15enni in 79 Paesi, il risultato dell’italia è tragico: solo il 5 per cento dei ragazzi è in grado di rispondere correttamente a domande semplici di comprensione del testo. Altra conferma: la scuola non sblocca l’ascensore sociale, gli istituti sono frequentati da studenti che provengono dallo stesso ambiente socio-economico. Alla faccia della “rimozione degli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” e dell’uguaglianza tra i cittadini. Per anni abbiamo sentito straparlare di merito ed eccellenze (come se la maggioranza che non primeggia non esistesse) tanto che oggi abbiamo un ministero dell’istruzione e del Merito. Siamo stati un modello nel mondo, ci ritroviamo a essere un Paese di analfabeti, a un livello tanto basso da rendere impossibile l’esercizio della cittadinanza, l’accesso al mercato del lavoro in condizioni di parità per chi parte svantaggiato, l’emancipazione da condizioni di indigenza. Che Merito c’è in una scuola pensata per il lavoro e che non insegna a pensare criticamente?
Gramsci diceva agli operai: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”.
 

Un secolo dopo possiamo solo prendere atto della regressione: lavorate invece di studiare.

06 January 2023

 È un sistema in grado solo di sfruttare, dalle classi alla Terra

 

Da "Il Fatto quotidiano" - 06/01/23
 
(...)Anna Ghedina, 18 anni, di Padova, è del Coordinamento studenti medi del Nordest. Lo scorso settembre, assieme a tanti altri, era davanti allo stabilimento della Bc Service di Noventa di Piave, dove Giuliano De Seta, 18 anni, era stato schiacciato pochi giorni prima da una macchina, al quarto giorno di stage.

Anna aveva imbrattato di vernice rossa l’asfalto, proprio all’ingresso della fabbrica, con le scritte “Assassini!”, “Basta morti”, “Basta Pcto!”. Ora che scopre che nemmeno un risarcimento da parte dell’Inail sarà dato alla famiglia resta attonita.
 “La vita non ha comunque prezzo, e noi siamo per la vita, ma qui il potere degli industriali, delle istituzioni scolastiche e della politica, sembra volerci portare verso la morte. Il risarcimento negato è comunque un gesto politico che dimostra come siamo tutti sacrificati sull’altare del profitto, ci mandano a morire mentre parlano di promozione del merito e del profitto nella scuola”.

Dal Coordinamento da mesi dicono con forza la stessa cosa: “Quando chiediamo più investimenti per la scuola stiamo in realtà immaginando e costruendo un mondo diverso, in cui il modello di vita non si basi sullo sfruttamento di tutti noi dalla culla fino alla vecchiaia”.
 
È una generazione intera a sentirsi sotto attacco, come spiega Nina Mingardi, da Venezia.
“Spudoratamente se ne fregano di noi studenti. Le istituzioni manifestano una totale indifferenza per quello che chiediamo, mostrano la loro inadeguatezza nel dare risposte”.
Sulla scuola come sul lavoro e sull’ambiente. 
 
 Coordinamento studenti medi, Fridays for Future... “Viviamo in un sistema che ha prodotto un modello di sviluppo ben preciso, basato sullo sfruttamento infinito e devastante della nostra terra e sta conducendo verso un punto di non ritorno del pianeta” spiega Anna. Arrivare a Roma, davanti al Senato, è un attimo.