30 November 2021
15 November 2021
RIUSCIRAI A RISOLVERE QUESTO COMPLICATO PUZZLE?
Derek
viene intervistato per un lavoro. L'intervistatore è impressionato dalle sue capacità e
gli offre il posto, ma dice che Derek ha un'altra scelta da fare: lo stipendio sarà di 10.000 euro ed è previsto un aumento automatico.
Il suo capo gli offre una scelta. O può avere un aumento di 1.000 Euro una volta all'anno o un aumento di 300 ogni sei mesi.
Quale dovrebbe scegliere?
Tratto da questa pagina youtube...
11 September 2021
«Una canna che produce miele senza la partecipazione delle api»
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| canna da zucchero |
Maurya, descrive nei dettagli la canna da zucchero. Il medico-botanico greco Dioscoride segnala che «esiste una specie di miele che si coltiva, e che si chiama zucchero; la consistenza è simile a quella del sale».
(piantagioni lungo il Nilo) diventano centri importanti con l’utilizzo di grandi mulini e di raffinerie. Gli scienziati arabi (come al-Idrisi, Ibn al-Awwam e al-Nuwayri) descrivono con dovizia di particolari la sua produzione (in particolare la tecnologia idraulica), il processo di raffinazione e l’utilizzo dello zucchero di canna.
...
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| carro per il trasporto della canna - Australia |
02 May 2021
15 March 2021
Dante e la matematica
Osservazioni dal libro di Bruno D’Amore, Giunti, 2011
Una lettura interessante, stimolante per la modalità del racconto con cui D’Amore fa incontrare al lettore un Dante che mostra di conoscere e saper usare nozioni e competenze matematiche e scientifiche del suo tempo ma già orientate verso il nuovo, in quegli anni in cui nei comuni italiani si stanno mettendo le basi materiali e culturali che fioriranno nel Rinascimento.
Alcune citazioni esemplificative:
…sul numero:Dante nel Convivio, (…), scrisse infatti che sull’infinità dei numeri, l’occhio dell’intelletto non può fermarsi «però che ‘l numero quant’è in sé considerato, è infinito, e questo non potremo noi intendere».
- sul triangolo inscritto in un semicerchio (Paradiso canto XIII):
- sul triangolo e i suoi angoli (Paradiso canto XVII):
O cara piota mia che sì t’insusi,
che, come veggion le terrene menti
non capere in trïangol due ottusi,
così vedi le cose contingenti
anzi che sieno in sé, mirando il punto
Dante ha appena incontrato il suo avo Cacciaguida e intende dirgli che lo vede così elevato, così in alto con il suo spirito che, come le menti umane vedono con assoluta certezza che un triangolo non possa avere due angoli interni ottusi, così Cacciaguida vede le cose del futuro prima che avvengano. L’immagine è a dir poco stupenda: una specie di big bang temporale, un punto di assoluta contemporaneità, prima dell’inizio della freccia temporale. Ancora una volta, dovendo dare un esempio di impossibilità logica, Dante ricorre a un esempio geometrico (è il teorema XVII del I libro degli Elementi di Euclide.
- in Paradiso (Canto VI), sulla conversione di Giustiniano a opera di Agapito:
Io li credetti; e ciò che ‘n sua fede era,
vegg’io or chiaro sì, come tu vedi
ogni contradizion e falsa e vera.
Altro che principio aristotelico del terzo escluso. Qui si tratta di convincere, con una dimostrazione, non con un principio che ne sostituisce un altro. - La "potenza" delle potenze...:
>L’incendio suo seguiva ogne scintilla;
ed eran tante, che ’l numero loro
più che ‘l doppiar de li scacchi s’inmilla.
S’immilla, ecco sì. Se l’uomo raggiunge vette numeriche così impervie, raddoppiando, che cosa impedisce a Dio di moltiplicare per mille, immillando? Uno sulla prima casella, mille sulla seconda, un milione sulla terza, e così via, un numero divino, non umano, eppure finito, ma istante per istante, ogni scintilla… A gloria di Dio, eterna: angeli, non infiniti, ma di numero superiore a qualsiasi estro umano...Dante tentò, si dice, da vecchio, a Ravenna, di trovare un abacista in grado di dirgli quanto facesse quel numero, ponendo come limite a Dio, che assurdità, lo stesso numero di caselle di Sissa, e cioè “immillando” a partire da 1 e per 63 volte. Ma la storia non ci racconta di alcun matematico medievale in grado di fare questo calcolo, di mostrare cioè che, in ogni istante, da quel fuoco paradisiaco nascessero 1 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 001 di angeli a gloria di Dio.
- La quadratura del cerchio...(Paradiso Canto XXXIII):
Qual è il geomètra che tutto s’affige
per misurar lo cerchio, e non ritrova,
pensando, quel principio ond’elli indige,
tal era io a quella vista nova:
veder voleva come si convenne
l’imago al cerchio e come vi s’indova;
Quando ebbe bisogno di far emanare luce dal volto di un angelo che si trovava con il Sole alle spalle, si servì nel suo Purgatorio (canto XV) proprio di versi la cui origine è nelle lezioni di ottica di Piero Ispano, (papa Giovanni XXI):
Come quando da l’acqua o da lo specchio
salta lo raggio a l’opposita parte,
salendo su per lo modo parecchio
a quel che scende, e tanto si diparte
dal cader della pietra in igual tratta,
si come mostra esperienza ed arte;
Un bel libro...
06 February 2021
Il nuovo atlante delle farfalle - l’Italia si scopre divisa in due
(...) I segreti della biodiversità e della mappa delle farfalle italiane sono oggi contenuti nello studio, da poco pubblicato su Molecular Ecology , costruito in dieci anni di impegno da un team di scienziati guidato da Leonardo Dapporto, ricercatore di Zoologia dell’Università di Firenze, che assieme ai colleghi di Torino e in collaborazione con otto diversi parchi nazionali ha raccolto un’enorme mole di dati su questi animali.
Se sono riusciti a scoprire le differenze fra le farfalle italiane lo devono anche alla «meravigliosa collaborazione con i cittadini. Si chiama citizen science ed è un fenomeno esploso negli ultimi cinque anni: semplici appassionati che scattano foto e le caricano su una piattaforma, in modo tale che noi possiamo identificarle. Ho passato giorni a guardare anche 50mila foto. Alcuni appassionati ci hanno mostrato perfino farfalle che credevamo scomparse», racconta Dapporto a Repubblica .
Grazie a 300mila segnalazioni, a dati storici del 1800 e all’analisi di 269 specie di farfalle, gli esperti dopo oltre 20mila sequenze di Dna di farfalle sono riusciti a tracciare una mappa delle popolazioni di questi preziosi impollinatori.
«Abbiamo scoperto una Italia divisa in due. le Alpi, e poi l’Appennino e le isole. Spesso la diversità è criptica: molte specie che a occhio nudo ci sembravano uguali e presenti in entrambe le zone in realtà sono diverse. Due esemplari che a noi appaiono entrambi bianchi e identici, per le farfalle che usano gli ultravioletti magari sono uno bianco e uno rosa. Così, sequenziando il Dna, siamo andati a fondo per mappare la biodiversità ».
Il risultato è stato sorprendente. «Due Italie, e finalmente non si parla di una ricca e una povera, perché sono entrambe ricche di biodiversità: circa 35 farfalle endemiche delle Alpi, mentre 29 dell’Appennino. E sa quante sono quelle condivise da entrambi? Appena sette».
Spiega che le farfalle si stanno spostando sempre più in alto, in media anche di 5 metri l’anno, ma non è detto che questa strategia le protegga. «Per ora le farfalle in Italia le abbiamo e significa che siamo ancora in tempo per proteggerle. Facciamo in modo che continuino a volare». (...)
Su 64 specie endemiche, solo 7 vivono sia sulle Alpi che nel resto del Paese.-
La Tavola Periodica degli Elementi e la Sostenibilità In seguito ai workshop scientifici EuChemS sull'azoto (2022) e sul fosforo (20...
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