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08 September 2026

 Geometria "Megalitica" - Aosta


Un insegnamento - apprendimento efficace della geometria dovrebbe tenere conto delle seguenti dimensioni:
- quella pedagogica, sollevando questioni del tipo: Come motivare gli alunni? Come aiutarli a capire meglio, trarre generalizzazioni e costruire significati e competenze? Che tipo di strumenti sono più efficaci? Che ruolo può avere l'ICT? ...
- quella storica, fonte di suggerimenti per gli insegnanti, è la motivazione per gli alunni e mostrare loro la natura problematica del processo che ha portato alla nostra conoscenza geometrica.
- quella epistemologica, perché una riflessione sulla struttura della disciplina e il suo modo di pensare permette di identificare concetti e procedure chiave (ad es. l'importanza del pensiero euristico, la coerenza interna, lo studio dei modelli e delle relazioni, la connessione con il mondo reale. 
 
La ricerca di simmetrie sembra essere parte integrante del modo con cui gli esseri umani cercano di rappresentare il mondo e se stessi in molte latitudini ed ere storiche.
 
Al Mega-Museo di Aosta sono raccolte e studiate stele antropomorfe compaiono verso la metà del III millennio a.C. (circa 2700-2500 a.C.), sostituendo un precedente allineamento di 24 grandi pali lignei che occupava lo stesso spazio con lo stesso orientamento. 
Sono attribuite al I Stile (arcaico): forme più essenziali, tratti antropomorfi ridotti al minimo. Successivamente, sempre entro l'Età del Rame, si sviluppa il II Stile (evoluto): maggiore dettaglio anatomico e decorativo (volto a schema "T", corpetti tassellati a triangoli/losanghe).

Meritano una visita "matematica" oltre che storica...un esempio: 

Sulle stele antropomorfe, in particolare quelle di tipo evoluto, la rappresentazione di ornamenti e attributi è sintetizzata attraverso forme schematiche chiaramente identificabili, che rendono evidente una radicata conoscenza della geometria.

Le dimensioni delle figure rispettano principi la cui identificazione ha permesso di ricostruire il sistema metrico utilizzato. Le unità di misura impiegate sono riferite alle dimensioni di elementi anatomici umani (pollice - ca. cm 2,5, palmo - ca. cm 25, gomito - ca. cm 45, piede- ca. cm 30/31): applicando tale parametro le grandezze rilevate restituiscono sempre dei numeri interi.

Le componenti iconografiche (grandezza del profilo del monolite, figurazioni della testa e delle spalle, incisioni descrittive delle sopracciglia, del naso, delle braccia e delle mani; ornamenti; attributi; vestiario) sono disposte secondo rapporti ordinati e scrupolosi tra loro, che fanno ipotizzare l'utilizzo di un preciso canone figurativo. 







Rinvenuta nell'allineamento Nord-Est/Sud-Ovest, sua collocazione originaria, spezzata al piede e abbattuta con la faccia decorata contro terra, la grande stele rappresenta l'esempio canonico dello stile “evoluto” della scuola artistica di Aosta-Sion. La lavorazione a lievissimo altorilievo sfrutta magistralmente l'effetto coloristico creato dalla contrapposizione tra la superficie risparmiata, a patinanaturale più scura, e quella scalpellata, più chiara.

La stele 30 ha ampia testa a «cappello di gendarme›› con volto a schema a «T» che sintetizza le arcate sopraccigliari e il naso, mentre sono assenti occhi e bocca. Le braccia scendono parallele sui lati, piegandosi ad angolo retto all'altezza dello stomaco, con le mani affrontate.

Il torso della figura è coperto da un vestito (forse una corazza), decorato con un motivo a scacchiera, che ricorre anche nell'alta cintura. Quattro ordini di collari partono dagli estremi delle sopracciglia. Al di sotto dell'ultimo collare è posto un probabile pendaglio.

La presenza di armi qualifica il personaggio come maschile: un'ascia piatta immanicata sta obliqua a fianco del braccio destro accanto a un arco con due frecce; appesi alla cintura compaiono una borsa semicircolare e due pugnali con fodero. Sulla sommità del capo si rileva una decorazione precedente le figurazioni descritte, forse la parte rimasta, dopo Ia scalpellatura del volto a «T››, di un pugnale appeso.

 

 Foto di G. Scotto di Clemente - agosto 2026